Come vivono? I Penan sono cacciatori-raccoglitori. Sebbene molti siano stati sedentarizzati, circa 500 di loro conducono una vita completamente nomade nella foresta, da cui tutti, anche i Penan stanziali, dipendono ancora in modo sostanziale. La società penan è mite e egualitaria, priva di gerarchie. Come per i Pigmei, anche nella lingua dei Penan non esiste alcuna parola per dire 'grazie' perché i beni vengono condivisi fra tutti, e ad ogni cacciatore è proibito mangiare un solo boccone in più di quanto non venga dato agli altri, qualunque sia la dimensione della sua preda. La foresta è elemento essenziale per i Penan, e fornisce loro tutto ciò di cui necessitano per sopravvivere. Il sago è una pianta molto importante che utilizzano per costruire le loro case, per fare cestini e anche come alimento: uno dei loro pasti preferiti è infatti il sago fritto nel grasso di maiale, condito con sangue.
Quali problemi devono affrontare? A partire dai primi anni '70, tutti i popoli tribali del Sarawak sono stati sfrattati dalle loro terre per far spazio alle compagnie del legname, alle dighe e alle piantagioni di palma da olio. Costretti a vivere in villaggi, le tribù si sono progressivamente ridotte in condizione di estrema povertà. Il governo ha detto ai Penan che non verrà riconosciuto loro alcun diritto territoriale finché non avranno accettato di sedentarizzarsi definitivamente o di dedicarsi all'agricoltura. Inoltre, sebbene le autorità malesi sostengano che il Sarawak sia stato disboscato in modo sostenibile, di fatto, le sue foreste sono state distrutte in modo indiscriminato, a ritmi che hanno pochi uguali nel mondo, con ripercussioni devastanti sulla vita dei suoi abitanti. Così, mentre le foreste vengono distrutte e i fiumi interrati, l'inquinamento avanza uccidendo i pesci, mettendo in fuga la selvaggina e costringendola a trovare rifugio ai margini delle poche foreste rimaste. Nel 1987, i Penan hanno iniziato a ribellarsi, erigendo barricate umane lungo le vie d'accesso alle foreste. Di conseguenza, molti di loro, impegnati in estenuanti presidi pacifici lontano da casa, hanno sofferto gravemente la fame o sono stati addirittura incarcerati senza processo. Finalmente, le loro manifestazioni hanno cominciano a dare qualche risultato: alcune compagnie del legname hanno infatti accettato di sospendere il taglio delle foreste. Nonostante ciò, i Penan dovranno continuare a vigilare affinché le promesse vengano mantenute.
Cosa fa Survival? Survival ha dato il proprio sostegno ai Penan e agli altri popoli tribali del Sarawak sin dai primi anni '70. Esercitiamo pressioni per fermare tutti i disboscamenti operati contro la volontà dei Penan. Chiediamo inoltre che il governo riconosco i diritti di proprietà della terra dei popoli tribali e che cessino le persecuzioni nei loro confronti.